Costi e condizioni economiche dei conti correnti

Riepilogo dei costi e dei tassi di interesse applicati ai conti correnti

Quando si ha la necessità di scegliere tra più conti correnti è consigliabile confrontare il costo annuo previsto poiché, quest’ultimo, non si limita a valutare semplicemente i costi annui fissi da sostenere ma, data l’operatività del correntista, prende in considerazione anche i costi di tutte le operazioni finanziarie, per numero e tipologia, che effettuerai.

Costi propriamente detti

Di seguito elenchiamo i costi da sostenere di un conto corrente:

  • Costi fissi. Sono i costi che è necessario sostenere per la semplice apertura del conto corrente. Tra questi spesso sono previsti dei canoni mensili, oltre al pagamento dell’imposta di bollo, pari a 8,55 euro a trimestre, solitamente addebitata al correntista;
  • Costi variabili. Sono costi che variano in funzione del numero di servizi effettivamente utilizzati, per esempio: i servizi di pagamento, di versamento, gli strumenti di pagamento, ecc. In alcuni casi, però, i conti correnti prevedono una franchigia al di sotto della quale non è previsto alcun compenso per l’utilizzo dei servizi del conto;
  • Commissione di messa a disposizione fondi. Rappresenta una commissione onnicomprensiva applicata per la messa a disposizione dei fondi da parte della banca. Viene applicata a prescindere dall’effettivo utilizzo del fido e non può eccedere lo 0,50% dell’accordato nel trimestre;
  • Logica di capitalizzazione. Costituisce la modalità con cui vengono accreditati gli interessi attivi ed addebitati quelli passivi. Dal momento che gli interessi maturati possono essere reinvestiti, influendo di conseguenza sulla redditività effettiva del conto, tale parametro risulta dunque abbastanza rilevante. Alcuni conti correnti riconoscono gli interessi in date predeterminate, ad esempio a fine mese, altri invece ad intervalli calcolati a partire dalla data di apertura del conto.

Tasso di interesse a credito (o attivo)

Corrisponde al tasso che la banca paga sui depositi dei correntisti. Bisogna sempre tenere a mente che sugli interessi attivi lordi grava una ritenuta fiscale del 20%, responsabile della riduzione dell’effetto netto relativo agli interessi attivi;




Tasso di interesse a debito (o passivo)

È il tasso che si applica per calcolare periodicamente gli interessi, a carico del correntista, sulle somme utilizzate in relazione al fido e/o allo sconfinamento.

Generalmente, sui fidi di conto corrente vengono applicati interessi decisamente alti, con eventuali aggravio di costi fissi per passività;

Dettaglio tassazione per imposizioni statali

Nel dettaglio, le tassazione attualmente in vigore per i conti correnti previste da norme statali prevedono l’imposta di bollo e la tassazione sulle rendite:

  • imposta di bollo* pari a: 100 euro l’anno per i conti correnti riconducibili a persone giuridiche, 34,20 euro all’anno per le persone fisiche;
  • imposta di bollo pari allo 0,20% sui depositi e sul valore del deposito titoli;
  • tassazione del 26,00% sugli interessi attivi e qualsiasi incremento di capitale riconducibile a “rendita finanziaria” (aliquota prevista dal 01 luglio 2014).

*Per giacenze medie inferiori a 5.000,00 euro non è previsto il pagamento dell’imposta di bollo.

Tutte le voci “costi del conto corrente” sono elencati nell’estratto conto online o cartaceo.



Note a proposito di “Guida ai conti correnti: la guida sui conti correnti è stata redatta a partire dal 29 novembre 2016. Ultima modifica effettuate 9 dicembre 2016.