Rischio economico finanziario connesso ai conti correnti

Come per tutti i prodotti finanziari, anche il conto corrente comporta dei rischi economici. Impara a tutelarti.

I rischi connessi all’apertura di un conto corrente consistono nell’eventualità in cui la banca, non riuscendo più a prestare fede ai propri obblighi contrattuali a causa di fallimento, possa non essere in grado di restituire ai correntisti il denaro presente sul conto e gli interessi contrattualmente previsti.

In realtà, il fallimento degli istituti bancari è sempre stato storicamente altamente improbabile, soprattutto se si tiene in considerazione quanto avvenuto nelle crisi finanziarie degli ultimi anni, durante i quali gli Stati sono intervenuti con interventi pubblici per salvare la quasi totalità delle banche in grave crisi.

La direttiva 2009/14/CE

Secondo la Direttiva Comunitaria 2009/14/CE, i rischi per i correntisti sono mitigati dall’obbligo imposto a tutte le banche operanti nella Comunità Europea di aderire ad un sistema di garanzia dei depositi che assicuri un livello massimo di copertura pari a 100.000 euro per ogni titolare di conto corrente.

In particolare, le banche italiane sono obbligate ad aderire al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che, in base alla suddetta normativa comunitaria, garantisce a ogni singolo depositante, per le disponibilità risultanti sul suo conto, tale copertura massima di 100.000 euro.

Le banche estere operanti in Italia, non essendo obbligate ad aderire al Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi, possono limitarsi ad aderire al fondo obbligatorio nel proprio Paese di origine, rispettando comunque quanto stabilito dalla Direttiva Comunitaria n. 2009/14/CE.

In caso di giacenze sul conto inferiori alla garanzia prevista dal sistema cui aderisce la banca, il rischio del depositante consiste nel non poter avere disponibilità del denaro depositato nel momento desiderato.

Tuttavia, come si è detto in precedenza, anche questo rischio risulta essere mitigato dalla Direttiva 2009/14/CE che, riducendo il termine massimo precedentemente fissato in 3 mesi, ha stabilito l’attesa massima per il rimborso in 20 giorni lavorativi. In caso di giacenze superiori alla garanzia, invece, a seguito di un fallimento bancario si corre il rischio di non poter più tornare in possesso del capitale eccedente la garanzia di 100.000 euro.




Modifiche unilaterali delle condizioni economiche del conto corrente

Per quanto riguarda infine il rischio di variazioni unilaterali delle condizioni economiche e contrattuali, il cliente risulta tutelato dalla facoltà di poter recedere entro 60 giorni dalla comunicazione della variazione.

Altri rischi legati allo smarrimento o al furto di assegni, bancomat, carta di credito, dati identificativi e parole chiave per l’accesso al conto su internet, possono essere invece facilmente ridotti al minimo se il correntista si impegna a osservare puntualmente le comuni regole di prudenza e attenzione.



Note a proposito di “Guida ai conti correnti: la guida sui conti correnti è stata redatta a partire dal 29 novembre 2016. Ultima modifica effettuate 9 dicembre 2016.