Guida al prestito personale

Guida semplice e veloce alle caratteristiche economico/finanziarie e di legge del prestito personale.

Il prestito personale è la classica tipologia di finanziamento più utilizzata dalle famiglie. Questa guida completa sul prestito personale, ti permette di poter conoscere velocemente le caratteristiche e le modalità per richiederlo.

Che cos’è il prestito personale

Il prestito personale è una tipologia di finanziamento per il credito al consumo concesso a soggetti privati da un Istituto Finanziario regolamentato a norma di legge e posto sotto controllo da parte della Banca d’Italia, attraverso il quale il cliente riceve una somma in denaro impegnandosi a restituirla mediante rateizzazione entro un periodo prestabilito dal contratto stipulato tra le parti.

Il prestito personale rientra nella categoria dei prestiti cosiddetti prestiti non finalizzati.

Per gli Istituti di Credito italiani è previsto un importo erogabile sotto forma di credito al consumo, compreso tra 154,94 euro e 30.987,41 euro.

La concessione di prestiti personali è gravata da costi e oneri in parte variabili e in parte fissi.

Prima di chiedere un prestito personale: consigli utili

Al fine di evitare impatti negativi di un prestito personale nell’economia domestica, è buona regola valutare con estrema oculatezza il peso che comporta il costo della rata.

Oltre alla valutazione della banca sul vostro grado di solvibilità, valutate sempre di non saturare del tutto il netto mensile del vostro reddito.Per evitare di incorrere in aggravi di spesa, anche al costo di pagare un po di interessi in più, allungare la durata del finanziamento per ottenere rate mensili più basse.

Valutare diversi preventivi di prestiti e le offerte proposte da banche e istituti finanziari, ti consente di scegliere oculatamente il finanziamento più conveniente in base alle tue esigenze.

Le normative vigenti in tema di credito al consumo, obbligano gli istituti di credito alla trasparenza e l’obbligo di fornire al cliente tutta una serie di informazioni economiche e contrattuali al fine di valutare al meglio vantaggi ed eventuali svantaggi del prestito personale.

Prima di stipulare un contratto di prestito, richiedi alla banca le Informazioni europee di base sul credito al consumo, il contiene informazioni sulle condizioni economiche applicate in quel momento al finanziamento propostovi.

L’età per richiedere un prestito personale

La normativa vigente in tema di credito al consumo impone per legge l’età minima di anni 18 per poter richiedere un finanziamento. L’età massima per richiedere un finanziamento è in genere fissata in anni 70 dagli istituti di credito.

Tuttavia, l’età massima per cui è concedibile un prestito personale può avere delle eccezioni in base alla normativa interna della banca.

Per esempio per i prestiti ipotecari vitalizi, l’età per ottenere credito può essere ampiamente superiore ai 70 anni.Difficilmente vengono concessi prestiti personali a ultraottantenni.

Garanzie necessarie per ottenere un prestito personale

I criteri adottati da banche e istituti di credito per l’erogazione di finanziamenti e prestiti personali, sono regolate in linea generale dalla Banca d’Italia. Per ottenere un prestito personale occorre fornire alcune garanzie, al fine di mostrare all’istituto di credito che sei solvibile, cioè hai la capacità economica di rimborsare ed estinguere la somma prestata.

Fra le garanzie, oltre alla busta paga da lavoro dipendente pubblico o privato, possono essere concesse a garanzia del prestito, polizze sulla vita, pacchetti di azioni, titoli di stato, ipoteche su immobili, cambiali (per i prestiti cambializzati), oggetti di valore per i prestiti su pegno.

Nei casi in cui la propria disponibilità reddituale non è particolarmente soddisfacente è possibile ricorrere a un garante.

Il soggetto garante del prestito personale

Quando la personale capacità economica di rimborsare un prestito personale non soddisfa l’istituto di credito o la banca e, con molta probabilità, il prestito verrà negato, è possibile affidarsi a un garante. Il garante, è un terzo soggetto che con propri redditi offre all’istituto di credito la garanzia personale che il prestito verrà estinto nel caso in cui il richiedente il prestito non paghi le rate.

Il garante deve fornire analoga documentazione del richiedente il prestito e provare la propria capacità di rimborso. Nel caso in cui il garante non ottemperasse al pagamento delle rate residue, incorre nella segnalazione presso le Centrali Rischi SIC come, ad esempio, l’iscrizione del proprio nominativo presso il CRIF. Per soggetti protestati e cattivi pagatori, il garante agevola il buon esito della concessione di un prestito personale.

La documentazione necessaria per richiedere un prestito personale

Per richiedere e ottenere un prestito personale è necessario fornire alla Finanziaria o alla Banca alcuni documenti utili a identificare il cliente e ad attestarne la solvibilità.

I documenti personali

Per i cittadini italiani occorre fornire un documento d’identità valido, ad es. carta d’identità, patente di guida o passaporto e il Codice Fiscale o la Tessera Regionale dei Servizi.

Per i cittadini dell’Unione Europea bisogna fornire carta d’indentità o passaporto, certificato di residenza contestuale, attestazione di regolarità di soggiorno o attestazione di iscrizione presso l’anagrafe del comune in cui si risiede.

I cittadini extracomunitari devono essere in possesso di regolare documento di soggiorno.

La documentazione economica

La documentazione sullo stato economico patrimoniale, necessaria per richiedere un prestito personale, varia in base alla condizione lavorativa di chi richiede il prestito.

Per i lavoratori dipendenti occorre presentare l’ultima o le ultime due busta paga. In alcuni casi può essere richiesto il modello Cud. Per i lavoratori autonomi che fanno richiesta di prestito personale è richiesta l’ultima dichiarazione dei redditi, Modello 730, oppure il Modello Unico, allegato al modulo F24.

I pensionati devono produrre l’ultimo cedolino pensione. Ai pensionati Inps viene richiesto il modello Obis M che riporta tutte le informazioni sulla tipologia di pensione percepita.

Nei casi in cui il richiedente il prestito ha altri finanziamenti in corso è possibile che la Finanziaria richieda la documentazione di quest’ultimo.

E’ possibile che vengano richieste copie delle ultime bollette regolarmente pagate al fine di verificare lo stato di solvibilità del richiedente. Le bollette utili possono riguardare utenze domestiche o personali come luce, acqua, gas, contratti telefonici.

Caratteristiche generali del contratto di prestito personale

Il contratto di prestito personale deve essere sempre stipulato in forma scritta. Le informazioni obbligatorie (se previste nella tipologia di prodotto finanziario) per legge sono:

  • indicazione esatta della somma finanziata
  • modalità di erogazione;
  • il tasso di interesse TAN;
  • il tasso TAEG;
  • eventuali variazione del costo del contratto;
  • eventuali spese di di istruttoria;
  • eventuali oneri accessori (invio rendiconto, spese di assicurazione;
  • costi relativi al ritardo nei pagamenti delle rate (morosità);
  • ammontare delle rate;
  • data di scadenza per il pagamento delle rate;

Prima di sottoscrivere il contratto di prestito personale verificate attentamente tutte le condizioni economiche contrattuali proposte. In particolar modo fate attenzione ad eventuali “clausole vessatorie” e “costi nascosti” come ad esempio i costi per l’estinzione anticipata del prestito.

I costi e i tassi di interessi del prestito personale

TAN

Il tasso di interesse TAN (Tasso Annuo Nominale) è il tasso di interessi utilizzato per calcolare il “costo effettivo del prestito” al netto di tutte le altre spese.
La percentuale del tasso TAN non comprende le spese di istruttoria, spese di incasso rate, assicurazione, imposte.
Al contrario del tasso TAEG, che comprende tutte le voci di spesa, al fine di comparare il miglior prestito, consigliamo di comparare diversi preventivi di prestiti con il tasso TAEG.

TAEG

Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) è il tasso di interesse globale che incide sul costo finale del prestito o qualsiasi altra tipologia di finanziamento. A differentemente del tasso TAN, il TAEG viene calcolato tenendo conto di tutti i costi aggiuntivi per la concessione del prestito.

I costi accessori, oltre al tasso TAN, possono comprende le spese di istruttoria, le spese di incasso rate, assicurazione sul prestito, eventuali costi intermediari se si tratta di un intermediario finanziario.

Tasso soglia

Il tasso soglia è il tasso di interesse massimo stabilito periodicamente dalla Banca d’Italia che può essere applicato a tutti i prodotti per il credito, come i mutui, i prestiti e i fidi bancari. L’applicazione di interessi superiori al tasso soglia configura il reato di usura.

In alcuni casi, soprattutto quando si parla di mutui, Istituti Bancari e Finanziarie, giocano tra tassi d’interesse nominali e tassi di mora. Se i primi risulteranno ben più bassi del tasso soglia vigente, con l’eventuale calcolo dei tassi di mora imposti nei casi in cui si ritarda nel pagamento di una o più rate, può accadere che l’importo totale degli interessi superi il tasso soglia.

La buona notizia per i consumatori viene dalla Corte di Cassazione. Quest’ultima ha riconosciuto che in seguito all’applicazione di interessi superiori al tasso soglia, i contratti possono essere resi nulli.

In rete è possibile trovare molti strumenti per calcolare il tasso soglia. Non è un calcolo immediato, poiché i tassi soglia vengono cambiati periodicamente dalla Banca d’Italia. Avendo a disposizione tutta la documentazione di un mutuo o di un prestito è possibile, tramite tabelle e calcolatori presenti sui siti di molte associazioni in difesa dei consumatori, calcolare il proprio tasso soglia, scoprire se supera i limiti di legge e agire di conseguenza per far valere i propri diritti.

Tasso di usura

Rientrano tra i tassi di usura, tutti i tassi di interesse applicati da Istituti di Credito e Bancari, superiori al tasso soglia deciso dalla Banca d’Italia. L’applicazione di tassi di interesse usurari configura il reato penale di usura.

Spese di istruttoria

L’istruttoria è la fase in cui la banca o un qualsiasi Istituto di Credito apre la pratica e compie tutte le formalità necessarie all’erogazione del finanziamento. La fase di istruttoria comprende la valutazione sulla solvibilità finanziaria del soggetto richiedente il finanziamento.

Le spese di istruttoria contribuiscono al calcolo e al valore finale del tasso di interesse TAEG. I costi di istruttoria delle pratiche di finanziamento variano sensibilmente da Istituto di Credito a Istituto di Credito; in genere ammontano a circa l’1,00% dell’importo finanziato.

Imbattendosi in finanziamenti a tasso zero, alcune volte è possibile che venga richiesta una spesa iniziale molto elevata.Gli intermediari finanziari, società dedite alla ricerca e offerta di prodotti per il credito al consumo, richiedono un anticipo di spesa per il servizio da svolgere; tale costo commissionale o di consulenza, non rientra nelle spese di istruttoria.

Soggetti non finanziabili (protestati, cattivi pagatori, pignorati, privati o aziende) o qualsiasi soggetto che non possiede i requisiti necessari per ottenere un finanziamento, ricorrono spesso alla consulenza di intermediari finanziari.

E’ consigliabile prestare la massima attenzione quando vengono richieste spese in anticipo, soprattutto quando le promesse di credito “urlano” “prestiti per tutti senza garanzie” e simili slogan.

Le spese di istruttoria sono corrisposte al momento dell’erogazione del finanziamento; in caso di estinzione anticipata delle rate residue, il costo sostenuto inizialmente per l’istruttoria non può essere rimborsato, neanche parzialmente. Richiedere un prestito online può consente di eliminare del tutto il costo di istruttoria.

Spese assicurative

A garanzia della corretta e completa estinzione del credito concesso, banche o finanziarie possono richiedere la stipula di una o più polizze assicurative:

In genere si tratta di polizze vita, infortuni o da perdita di lavoro. La polizza assicurativa sul finanziamento assicura all’Istituto di Credito, il rimborso totale del capitale finanziato in caso di insolvenza dovuta a premorienza, invalidità temporanea o permanente, perdita del posto di lavoro.

Per alcune tipologie di prestiti, come la cessione del quinto, la stipula di una polizza è obbligatoria per legge. Il costo sostenuto per il pagamento del premio della polizza, non incide sul tasso TAEG.

Spese di incasso rata

I costi derivanti dalla procedura utilizzata per il pagamento e l’incasso della rata, rientrano nel calcolo del TAEG e rappresentano le commissioni bancarie per il servizio di addebito automatico su conto corrente (RID).

Nel caso in cui il cliente scelga di rimborsare  la rate del finanziamento con bollettini postali, dovrà comunque farsi carico del pagamento delle spese connesse. In caso di rimborso tramite RID è consigliabile verificare sempre che la rata sia stata regolarmente pagata dalla Vostra banca.

Spese invio estratto conto

Le nuove disposizioni legislative in tema di trasparenza impongono alla Società erogante il finanziamento, l’invio annuale di un estratto conto che riassuma la situazione economica tra il cliente e la finanziaria; i costi del servizio sono totalmente a carico del consumatore.

Spese di estinzione anticipata

In qualsiasi momento il consumatore può estinguere anticipatamente il prestito personale, versando il capitale residuo, gli interessi e gli altri oneri maturati fino al momento della richiesta di estinzione;  se previsto dal contratto, l’estinzione anticipata può essere gravata da una penale pari a circa l’1% del capitale residuo.

La legge prevede che il cliente può richiedere per iscritto il prospetto finanziario di estinzione anticipata nel quale sarà indicata il totale da corrispondere per estinguere il debito e l’ammontare degli interessi futuri che è possibile risparmiare. Le spese di istruttoria non sono rimborsate.

Tuttavia è bene sapere che la maggior parte degli interessi passivi sul prestito sono corrisposti con le rate iniziali del prestito; più ci si avvicina alla scadenza del prestito, ogni rata sarà composta da più capitale e meno interessi.

Mancato pagamento di una o più rate di prestito

Nei casi in cui si ritardati il pagamento di una rata o non vengano pagate una o più rate, gli interessi passivi vengono aumentati con l’applicazione di una mora e la persona interessata viene segnalata presso le Centrali Rischi. La a segnalazione del soggetto presso le Centrali Rischi compromette la reputazione creditizia negli eventuali casi in cui si vorrà richiedere un nuovo prestito a qualsiasi Istituto di Credito.

Nei casi in cui il consumatore abbia difficoltà a pagare una op più rate di prestito nei termini previsti, è consigliato contattare per tempo la banca o la finanziaria al fine di concordare una soluzione alternativa.

Alcuni Istituti di Credito consento il salto di una o più rate o di modificare l’importo della rata senza incorrere in costi di mora o segnalazioni alle Centrali Rischi.

Come recedere dal contratto di prestito

Il diritto di recesso consiste nella facoltà di “ripensamento”. Avvalendosi del diritto di recesso, il consumatore può decidere di interrompere il contratto di finanziamento, anche senza il consenso dell’Istituto Bancario o di Credito, senza sostenere costi e senza obbligo di fornire ulteriori spiegazioni. Il diritto di recesso può essere fatto valere entro 14 giorni a partire dalla stipula del contratto.

Il cliente che intende recedere dal contratto deve inviare all’Istituto di Credito erogante il prestito una comunicazione scritta della propria volontà di recesso seguendo le modalità indicate nelle condizioni del contratto. Se il contratto ha avuto esecuzione, anche parzialmente, entro 30 giorni il cliente che intende recedere dal contratto deve rimborsare il capitale, gli interessi maturati e i costi fissi, come imposta di bollo e/o imposta sostitutiva, sostenuti dalla banca.

Perché una richiesta di prestito può essere rifiutata

 

La mancata concessione di un prestito può essere dovuta a diversi fattori, spesso legati alla situazione debitoria del richiedente il prestito.

Ad esempio la richiesta di un prestito in concomitanza con altri finanziamenti in corso, può indurre la Finanziaria a non concedere il prestito poiché valuterebbe il consumatore non in grado finanziariamente di poter onorare mensilmente due rate.

Tuttavia per soggetti a basso reddito che richiedono capitali cospicui, un prestito può essere negato, anche senza altri finanziamenti in corso, poiché la finanziaria valuta difficoltoso il pagamento della rata da parte del cliente, al netto delle spese di primaria necessità (acquisto di viveri, canone di affitto abitativo, utenze, ecc.).

Un’altra casistica molto comune di rifiuto di una concessione di prestito è rappresentata dalla segnalazione del soggetto presso una o più banca dati (Centrali Rischi). In questo caso il soggetto risulta protestato o cattivo pagatore a causa di precedenti debiti contratti e non saldati, come il pagamento di una cambiale o assegno o di prestiti ancora in corso e quindo non regolarmente estinti.

Note a proposito di “Guida ai prestiti personali”: la guida sul prestito personale è stata redatta a partire dal 15 gennaio 2017. Ultima modifica effettuate 11 maggio 2017.